Il Colore
Nozioni sul colore divise per tematiche, nel modo più schematico possibile per dare un informazione libera a tutti. Nel caso avete domande per approfondire l'argomento potete contattarmi.

Il Colore è un fenomeno fisico
Il colore è un fenomeno fisico complesso che dipende dalla quantità e dalla qualità della luce che colpisce un oggetto, dalle sue caratteristiche fisico-chimiche e dalle modalità con cui la luce viene riflessa o trasmessa ai nostri occhi ed interpretata dal cervello. Il fenomeno necessita di tre soggetti ben distinti:
- una sorgente luminosa
- un oggetto
- un osservatore
Fortunatamente l'occhio umano percepisce già un vasto numero di colori, alcuni già in natura altri creati dall'uomo come pigmenti sintetici. La luce ci appare bianca, ma se poniamo un prisma trasparente, si genera un fenomeno di dispersione, generando diversi raggi di colore diverso tra loro (rosso - arancione - giallo - verde - blu - indaco - violetto) e costituiscono i colori dell'iride, detto questo possiamo invertire il concetto, nel dire che se unissimo i 7 raggi otterremmo una luce bianca. Quando guardiamo un oggetto, alcuni raggi vengono assorbiti dalla superficie altri vengono riflessi, questi ultimi sono le informazioni che ci danno il colore da noi percepito. Se l'oggetto riflette tutti i raggi, vedremo una luce bianca, se li assorbisse tutti vedremo il colore nero. La riproduzione della luce prevede due sintesi, una additiva e l'altra sottrattiva, dipendentemente dal fatto che si stia lavorando con luci colorate o con pigmenti colorati.

La gamma di colori visualizzata da un monitor è più limitata rispetto all'occhio umano, infatti la si ottiene per la combinazione di tre luci colorate fondamentali:
- il rosso (R)
- il verde (G)
- il blu (B)

Questi colori (RGB), detti anche primari additivi, combinati tra loro con la stessa proporzione danno il risultato di una luce bianca. I monitor a colori riproducono di norma 256 livelli di intensità per ogni colore per un totale di 16,7 milioni di colori.
Nella carta stampata, gli inchiostri rifletto la luce anziché emetterla, trattenendo dalla luce incidente i colori in modo selettivo e per una sorta di sottrazione di tonalità dalla luce bianca.
Gli inchiostri utilizzati nei processi di stampa sottrattivi sono:
- il cyan (C)
- il magenta (M)
- il giallo (Y)
- il nero (K) di complemento

In teoria se si sommassero in egual misura C+M+Y si dovrebbe ottenere il nero, di fatto questo non avviene generando una sorta di grigio scuro dovuto a impurità degli stessi inchiostri, così per ovviare a questo inconveniente si è aggiunto K (nero puro).
Parliamo di Spazio Colore
L'occhio umano può percepire soltanto una piccola parte dello spettro elettromagnetico, si tratta pur sempre di alcuni miliardi di colori, un numero comunque maggiore di quelli che possono essere riprodotti da un monitor, uno scanner o una stampante. Una delle necessità importantissima quando si parla di colore nel trattamento delle immagini digitali è quella di definire degli standard descrittivi che abbiano valenza universale.
Le modalità di colore (CIE, RGB o CMYK) o spazi colore, sono appunto termini con cui si descrivono quantitativamente e qualitativamente i colori in termini scientifici. Esistono diversi metodi descrittivi del colore, ognuno legato ad un particolare ambito professionale, ma per rappresentare uno standard devono appartenere ad uno dei tre tipi:
- percettiva
- additiva
- sottrattiva
Questi i modelli di riferimento: il modello CIE per lo spazio percettivo, il modello RGB per lo spazio additivo e CMYK per lo spazio sottrattivo.
Spazio percettivo
Tutti gli spazi colore percettivi utilizzati oggi derivano derivano da un modello sviluppato dalla Commission Internationale Eclairage nel 1920, il modello CIE. Si tratta di un modello tridimensionale che descrive nello spazio ogni colore percepibile dallÕocchio umano in termini di tonalità, luminosità e saturazione.
Con il termine tonalità si descrive le caratteristiche del colore determinata dalla lunghezza d'onda della luce riflessa da un oggetto o trasmessa attraverso di esso. Si tratta del nome con il quale si definisce comunemente un colore: rosso, verde, azzurro.
La luminosità rappresenta il grado di chiarezza o scurezza, ossia il grado di vicinanza al bianco o al nero di un colore.
Infine la saturazione, determina anche intensità o cromia, è la brillantezza di un colore, cioè la misura in cui esso appare più o meno opaco.
Il CIE rappresenta la base di partenza dei programmi CMS (sistemi di gestione del colore) in quanto lo spettro che rappresenta è molto più ampio sia dello spazio additivo RGB che di quello sottrattivo CMYK.
Quando manipoliamo delle immagini digitali, due sono i modelli derivati dallo standard CIE con cui si viene a utilizzare, il modello YCC utilizzato per formato Photo CD e il modello ormai standard per tutti il modello LAB.
Nel primo modello il YCC, il canale Y rappresenta la luominosità e il contrasto mentre i due canali CC le gamme di colori dal magenta al verde e dal giallo al blu.
Nel secondo modello LAB, il canale L rappresenta la luminosità e il contrasto, mentre i due canali A e B le gamme di colori dal magenta al verde e dal giallo al blu rispettivamente.
La gran parte dei programmi di grafica o fotoritocco utilizzano per la specifica del colore alcuni modelli intuitivi basati su uno schema ad arcobaleno generalmente di forma circolare in cui la tonalità è espressa in gradi: HLS, cioè tonalità, luminosità e saturazione (Hue, Lightness, Saturation); HSB, tonalità, saturazione e vivacità (Hue, Lightness, Brightness); HSV, tonalità, saturazione e variazione (Hue, Saturation, Variance).



